PERF159-2002-04-21-ITALY-ROMA

From Death In June
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FLYER / POSTER

INFOS

TRACKLIST

  • Till the Living Flesh is Burned
  • Death of a Man
  • C'est un Rêve
  • Ku Ku Ku
  • All Pigs Must Die
  • Smashed to Bits (In the Peace of the Night)
  • She Said Destroy
  • Death of the West
  • Disappear in Every Way
  • But What Ends When the Symbols Shatter?
  • Luther's Army
  • Giddy Giddy Carousel
  • Runes and Men
  • Fall Apart
  • Behind the Rose (Fields of Rape)
  • Rose Clouds of Holocaust
  • Kameradschaft
  • Tick Tock
  • Little Black Angel
  • We Said Destroy II
  • Encore:
    • The Enemy Within
    • Heaven Street

PHOTOS

REVIEWS

http://www.runesandmen.com/Concerts/Live%20Death%20in%20June%20-%20NON/Live%20Death%20in%20June%20-%20NON.htm

"We are young , we are strong" - Runes And Men "We are not young , but we are still strong" - Douglas P.

Questa una delle risposte di Douglas dateci all'indomani del concerto di Roma e i fatti sembrano dargli ragione.Erano piu' di 5 anni che i Dij non suonavano a Roma. La loro ultima apparizione risale al famoso Twilight Commando festival con Strenght Throgh Joy e Scorpiom Wind nel 1997. Molte cose sono successe da allora. La separazione dalla World Serpent sembra aver giovato a Douglas Pearce , oltre a un indiscutibile liberta' di produzione e sperimentazione i Daeth in June oggi si riprendono una fetta della loro notorieta' grazie anche alla possibilita' d'aver ristampato capolavori ormai introvabili come "The World that Summer" o "Brown Book". Nuovi fans e nuove collaborazioni rendono sicuramente questo momento un riscatto importante per Douglas P. , aiutato sicuramente dalla rinascita della scena Neo-Folk tedesca , e da una impeccabile e professionale distribuzione di Tesco. Quella che vi approntate a leggere non e' solo il resoconto della data di Roma , ma riporteremo anche di seguito alcune importanti dichiarazioni rilasciate da Douglas P. durante la solita "Abbuffata" dell'indomani che Runes and Men è solita offrire ai gruppi ospiti. Tornando al concerto , l'attesa era delle piu' grandi , molta gente e' accorsa da tutte le parti d'Italia, Marche,Umbria, Campania, Puglia, Sicilia e addirittura alcuni ragazzi sono venuti pure dalla Grecia! Circa 600 spettatori hanno affollato il Black Out. Apre la serata Boyd Rice che con uno dei suoi piu' grandi successi scuote tutti gli animi presenti: "Total war"! riecheggiano cosi' i loop industriali e frenetici ai quali seguiranno ,fra le altre , anche uno dei pezzi piu' belli tratti da Wolf-Pact "Fire shall Come". Il pubblico risponde con un gran boato d'entusiasmo all'entrata di Douglas P. sul palco. Mimetica, maschera , e bandiera nera con Totenkopf creano un sussulto d'emozione fra il pubblico. La prima parte del concerto si basa sulla esecuzione d'alcuni pezzi basati sulle percussioni . Nessuno si sarebbe certo mai aspettato di sentire "Till The Living Flesh Is Burn" da The Guilty have No Pride, oppure una "Cest'un Reve" dove Douglas esordisce con un quanto mai ironico "ou est Bin Laden?" e ancora "Death of a Man" e "Smashed to Bits" chiudono la sessione ritmica del concerto. Tolta la solita maschera , Douglas ora porta sul capo un elmetto con delle frange davanti che coprono totalmente il volto. Segue finalmente la parte acustica del concerto sempre accompagnata comunque dalle percussioni di John Murphy. "Luther's Army, All pigs must die, Giddy Giddy Carousel, Tick Tock, Rose Clouds Of Holocaust, She Said Destroy (quasi profetica!), Little Black Angel", per concludere con una bellissima "But What ends when the symbol shatter" e una (patriottica per noi s'intende) "Runes and Men". Una carrellata di vecchi successi e nuove canzoni che vengono interrotte da una piccola pausa. Si ritorna sul palco con "A enemy within" da All pigs Must Die e con una bellissima e acclamatissima "Heaven Street". Un'altra pausa e Douglas risale sul palco pregando il pubblico d'auppladire "un gradito ospite" Mr Boyd Rice. Imbracciata la chitarra viene eseguita "People" da Music, Martinis & Misanthropy, la quale suscita una isolata protesta da parte di alcuni spettatori, comunque niente che possa turbare l'andamento o la riuscita finale della serata . Ma cosa v'aspettavate da una performance di Boyd Rice? Nel solco della tradizione, Frascati rimane la meta preferita dove festeggiare e chiacchierare accompagnati da un buon vino e da un'ottima cucina. Qui, interrotti dai continui brindisi di Boyd, abbiamo parlato di un po' di tutto partendo come da scontato dall'affare World Serpent.. "Ero considerato un'artista di seconda serie, fondamentalmente non avevo la liberta' creativa e lo spazio che veniva data agli altri gruppi come Current 93 , non a caso mi venne proibito la pubblicazione di "Operation Hummingbird" continuazione logica di "Take Care and Control". Inoltre mi veniva detto che i miei dischi non vendevano e soprattutto non ricevevo alcuna retribuzione , solo promesse di pagamenti che non sono mai avvenuti. In quel tempo parlai con molti artisti dell'etichetta e quasi tutti si dimostrarono d'accordo con me , ma quando si tratto' d'andarsene dalla W.S. furono veramente in pochi a seguirmi. Con Tesco e' andata diversamente, si sono dimostrati dei veri professionisti..". Abbiamo chiesto anche qualche notizia su David Tibet: "ah! Non ho sue notizie dai tempi della World Serpent! Abbiamo ormai intrapreso strade diverse, tutto qua.". La triste cronaca dei giorni che stiamo vivendo sorprende anche lo stesso tour dei Death in june. Lo schianto del Piper sul grattacielo Pirelli avviene proprio nel giorno della data a Milano. Chiediamo se con l' 11 settembre un simbolo sia realmente caduto e cosa Douglas senta a riguardo.. "Penso che ci sia la volonta' da parte di chi governa il mondo di creare un clima di terrore psicologico , ormai qualsiasi aereo cade si parla sempre di attacco terroristico. Questo fa molto comodo a chi detiene il potere degli equilibri . Certamente l'11 settembre rappresenta anche la caduta di un simbolo , ma anche l'estrema radicalizzazione dello scontro fra due mondi molto diversi fra loro.." Abbiamo saputo anche di qualche problema avuto durante il tour "si' , effettivamente abbiamo avuto qualche problema con una data in Spagna ma il resto del tour sta' andando benissimo." Quattro date in Italia, a memoria, e' la prima volta. "Suonare in Italia e' sempre una esperienza bellissima,ricordo un tour bellissimo del'84 con Patrick O'kill dove facemmo ben cinque date. Registrammo anche un Live a Venezia , mi sembra si chiamasse "The white hands of death". Intanto il vino scorre e i brindisi si sprecano, una serata che si conclude con autografi e foto , una esperienza memorabile vissuta accanto a persone comuni . Nessun divismo , nessuna particolare pretesa. Per quanto riguarda il tour Italiano , considerando tutte le quattro date, circa 2000 persone hanno assistito a questo tour, il giusto tributo che spetta ad un'artista come Douglas P.